mercoledì 29 aprile 2015

TRA CAPO E COLLO SENZA PREAVVISO


Sono ormai tre mesi che non scrivo. Troppi. E se dovessi giustificarmi non saprei da dove cominciare. Perchè un vero motivo non c'è. Forse perchè qualcuno doveva spostarmi un po' i pianeti, che si erano allineati male per il mio segno o forse perchè avevo bisogno di fare chiarezza nella mia vita. Di fermarmi e ripartire da zero. Un po' come se fosse la fine di un anno. E' così difficile spiegare il proprio punto di vista. A volte mi sono chiesta, perchè andare avanti se si può girare in tondo? Mi sono sentita affranta e frustrata, a volte. E mai come in questo periodo ho capito che ho bisogno di viverla questa mia vita, senza se e senza ma. Con tutto il rispetto per l'importanza di avere dei dubbi, a me qualche certezza ogni tanto non dispiacerebbe. Ho bisogno che le cose che sogno nella mia testa succedano. E io so esattamente ciò che voglio, ma forse non riesco a spiegarlo alla vita. Perchè forse voglio un unicorno. Anzi, lo pretendo. E mi chiedo perchè bisogna per forza andare in mille pezzi? Perchè non meno? E se invece fossero di più? Posso regalarli a qualcuno? Per quanto siano spettacoli di altissimo livello, perchè andare in frantumi o implodere?

E poi all'improvviso parte una canzone. Una di quelle che ti fa venire gli svarioni da caduta nella tana del coniglio. Una di quelle che ti fa rivivere uno dei momenti più belli della tua vita. In assoluto. E l'ho trovato di una cattiveria imbarazzante. Perchè oggi? Perchè così tra capo e collo? E perchè ancora tutte queste lacrime? Io, che dico sempre che è importante avere i riflessi pronti per saper cestinare immediatamente qualsiasi cosa che ci ricordi una persona ormai andata. E invece no. Succede all'improvviso. I ricordi arrivano e tu non puoi fare finta di niente. Come vecchie lettere che hanno ancora qualcosa da dire. Dicono che il tempo sia l'unico a rendere sopportabile il passato. Anche se le lacrime ti cadono. Incessanti. Il tempo lenisce il dolore. Non lo cancella del tutto, ma rende i ricordi più sbiaditi e il tutto più leggero. Ma non adesso. Non ancora. Nonostante le risate siano finite da mesi, restano i ricordi e la nostalgia. E non ti spieghi come mai debba andare così. Se ci si vuole così tanto.

Chiudi porte, metti paletti, tiri tende, giri chiavi e poi. Poi i ricordi ti fanno visita e sono fatti della stessa sostanza della polvere. Fastidiosi agli occhi. E soprattutto al cuore. Perchè rivedi i sorrisi di chi hai amato e ora non c'è più. Ricordi sgrammaticati. Di quelli con tanti megapixel. Tornano a galla, come se improvvisamente si fossero accorti di dover respirare. Che fa così male, che ti rendi conto di quanto quello che è stato montato in due sia impossibili da smontare da soli. La verità è che non sono i ricordi a far male, ma l'assenza di chi si sta ricordando. E vorresti che arrivassero solo se cercati e non così, che senza preavviso, te li ritrovi addosso nei momenti più impensabili. E piangi. E i ricordi bagnati dalle lacrime non si asciugano mai. E restano, mentre le persone cambiano.

La mia vita è sempre un grande via vai. Ho tanti difetti e se a qualcuno non piacciono, ne ho anche altri. Ma chi mi ha saputa apprezzare, vedendo oltre la mia corazza, talvolta acida, chi mi ha davvero capita, chi mi ha davvero amata, è sempre rimasto. Anche se oggi non è presenza fisica. E non posso fare altro che ringraziarlo, perchè sono certa che anche se se ne è andato, non se ne andrà mai. Non dal mio cuore. Che posso andare dappertutto, ma non posso allontanarmi da quello che ho dentro. E nemmeno tu. 


2 commenti:

  1. Mi piace come scrivi, lo fai per lavoro? Se la risposta è no, secondo me, dovresti provare....

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    Risposte
    1. No Barbara è solo un passatempo. E ti ringrazio tanto per ciò che pensi. Un bacio

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