martedì 23 dicembre 2014

NATALE E ANNO NUOVO...COMING SOON


E' incredibile quello che accade in un anno. Duemilaquattordici mi hai fatto piangere, mi hai fatto anche ridere. Ma adesso è ora che passi oltre. Ormai sei quasi "out", vecchio e superato. Ma non per questo ti dimenticherò. Trecentosessantacinque pagine. Nessuna rimasta in bianco. Ho rischiato, sono stata me stessa, ho lasciato andare. Perchè lasciare andare non vuole dire amare meno. L'ho fatto ogni volta che mi sono resa conto di meritarmi di più. E ogni volta è stata la migliore decisione mai presa. Perdonare mi ha fatta guarire. Ma lasciare andare mi ha fatta crescere. Non è stato facile allontanare le persone a cui ero legata. Ma è stato necessario per dar pace alla mia mente. E poi? Tu pensa. Non sono stata capita finchè non ho lasciato. E andandomene sono diventata "il meglio che avessero mai avuto". E' folle come una perdita possa innescare amore. Ho fissato dei limiti a furia di dare, perchè spesso chi prende è incapace di farlo. Sono maturata e ho realizzato quante cose davvero non necessitino un mio commento. Non sono stata perfetta, ma una cosa è certa, sono sempre stata me stessa. Ho pensato spesso di essere pazza, solo perchè la pensavo diversamente da chiunque altro. Ho imparato che il tempo non guarisce niente finchè ci si sposta con esso. Ho imparato più dal dolore, di quanto avrei potuto imparare dal piacere. Ho cercato più e più volte di non confondere la voce del mio ego con quella della mia intuizione. Ho imparato a dire NO, senza dovermi spiegare. Ho amato forte. E non mi sono mai sentita di dover chiedere scusa per questo mio "superpotere". Ho sbagliato. E chi non l'ha accettato non ha meritato di starmi accanto. Mi ci è voluto un po' di tempo, ma alla fine ho capito che le persone amano in modo differente. Mi sono spesso dimenticata che dare priorità a me stessa, non è egoismo, ma necessità. Ho fatto sentire la mia mancanza. Affinchè la mia presenza non passasse inosservata.

Duemilaquattordici mi hai confusa, depressa, emozionata, aperto gli occhi, divertita. Grazie per tutte le lezioni. Ci sono state opportunità segrete nascoste dentro ogni fallimento. E penso di averle colte tutte. Nel bene e nel male. E non ho mai risolto i miei problemi con la stessa mente che li aveva creati. Cambiare è stato un dovere. Essere sia dolce che forte è stata la combinazione magica di quest'anno. Non ho mai aspettato un'occasione. L'ho sempre creata. Ho amato, perdonato, me ne sono andata, ho lasciato, ho provato ancora e perseverato...senza preoccuparmi di ciò che avrei ricevuto in cambio. La felicità è un lavoro interiore. Mai dare a qualcuno più di tanto potere sulla tua vita.



Io, che ho cambiato idea continuamente. Che non farlo sarebbe stato stupido. Io che più volte ho investito sull'amore. Quello che si fa, non quello che si immagina. Quello che è tale, quando pensi al futuro. Io che adoro i baci. Che credo ancora alla magia del Natale, Babbo, renne ed elfi compresi. Anche alla magia di prendere 10 chili in ventiquattro ore. Io che cammino scalza, anche con quaranta di febbre e mi ingozzo di pandoro, con zucchero a velo in egual misura. Io, con metri di carta regalo, nastri e fiocchi sul tavolo. Piume, glitter, charms. E' tempo di auguri, di baci e di abbracci. Quelli che non si possono impacchettare. La famiglia che è cuore. Le fette di panettone in centrotavola. Le tartine col salmone. La magia delle sorprese. I bicchieri che si sfiorano. Il rossetto rosso e le unghie laccate. Provare a far felice qualcuno. Con qualcosa di meraviglioso o con un pezzo di noi.  Che ormai ne sono certa: "Il Natale come l’amore richiede coraggio".

Sento nell'aria profumo di vigilia di Natale. Vi auguro di trascorrerlo con le persone che riusciranno a distrarvi dai cattivi pensieri e a farvi sorridere. Quelle sono un vero regalo. Mancherà di più chi non c'è. Ma non festeggiarlo non restituisce assenze e nemmeno speranze. Del Natale mi piace che tutto ad un certo punto si ferma, come una brusca frenata dopo una corsa veloce. E rimani con chi ti vuole bene. Amo le pause, la voglia di prendersi un intervallo da se stessi, da quel che non va, dalla cattiveria. Amo Natale. Così.




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