E' quasi Natale e uno dei film più belli che adoro guardare, magari
con mio marito accanto, è Serendipity. Una parolina dal suono magico,
che racchiude un significato altrettanto straordinario.
Nel film, i protagonisti Sarah e Jonathan si incontrano a New York
poco prima di Natale, si guardano negli occhi e scocca il classico colpo
di fulmine che li travolge in un'irresistibile attrazione.
Ma nè lui nè lei sono liberi: i due, dopo aver passato insieme una serata
platonicamente magica, decidono di affidare al destino il loro prossimo incontro.
L'idea è di Sara, vera fatalista. Lei scrive il proprio recapito su un vecchio
libro che andrà a rivendere sulle bancarelle il giorno dopo,
lui su una banconota: si guardano un'ultima volta e si separano.
Passano dieci anni, entrambi stanno per sposarsi, ma Jonathan riceve
in regalo dalla promessa sposa proprio quel libro con il numero di Sarah.
E così scatta la corsa a ritrovarsi.
Serendipity è una parola che, se non se ne conosce il significato, evoca serenità.
Invece nasconde una sottile magia perché significa “trovare in modo inatteso,
ciò che non si sta cercando, ma che spesso si rivela essere molto più importante”.
E’difficilmente traducibile, e si lega perfettamente alla casualità, al destino,
e all’imprevisto. Uno dei grandi guai della vita moderna è proprio la mancanza
d’imprevisti, tutto è pianificato. Invece spesso sono le strade secondarie
e non quella maestra a regalarci le scoperte più entusiasmanti.
Meglio assecondare il caso, trovare un senso nelle coincidenze,
rallentare, svoltare, divagare, tornare indietro, fermarsi e lasciare spazio
alle cose perché accadano. Se siete delle inguaribili romantiche,
e credete nel destino, guardarlo è d'obbligo!
Scene tratte dal film
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| La copertina dell'album della bellissima colonna sonora |